Come sappiamo è stato istituito il Parco Marino Riviera dei Cedri, che interessa particolarmente i comuni di Praia a Mare, Diamante e Acquappesa. In particolare i tre siti del parco sono l’Isola Dino, l’Isola di Cirella e lo Scoglio della Regina.
Diverse sono le finalità per le quali è stato istituito il parco: la conservazione di specie animali e vegetali, la tutela della biodiversità, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni paesaggistici, la conoscenza scientifica di flora e fauna finalizzata al monitoraggio ed al censimento,la fruizione didattica, turistica, culturale e ricreativa in forme compatibili con la difesa della natura e del paesaggio.
E’ ben noto che la pesca in apnea ha un impatto ambientale quasi nullo rispetto agli altri tipi di pesca più utilizzati. Il punto è che il pescatore in apnea viene “solitamente” estromesso dai parchi marini e dalle aree marine protette, mentre gli altri pescatori sportivi come i pescatori con la canna vengono ammessi. E’ vero che in alcuni casi sono tenuti a pagare una sorta di tassa, ma noi no, siamo messi alla pari della pesca a strascico e delle reti a circuizione, una cosa assurda!
Il pescatore in apnea è un pescatore altamente selettivo, al contrario degli altri, ha la possibilità di vedere prima ciò che cattura. Inoltre, è una vera sentinella del mare, questo perchè lo vive ogni giorno ed ha un certo bagaglio di esperienza personale del mondo sottomarino.
Il pescatore in apnea oltre a dover avere una buona conoscenza del mare deve avere un certo allenamento psichico e fisico. Si scende in acqua con un fucile ad elastici o ad aria compressa che ci permette un solo tiro, ciò non vuol dire che ad ogni tiro si mette a carniere un pesce. Bisogna attenersi al limite di peso che esiste per i pescatori sportivi fissato a 5kg, ma credetemi, è davvero difficile raggiungerli, salvo una preda di grosse dimensioni che non è roba di tutti i giorni.
Un pescatore in apnea dovrebbe essere felice nel vedere l’istituzione di un parco marino, sempre che ciò sia fatto con un minimo di comprensione e ragionevolezza. Abbiamo già visto diverse aree marine protette andare allo scatafascio proprio per il modo di essere state amministrate, senza criterio e con un solo scopo, che non era certo quello della salvaguardia. Siamo disposti anche a fare dei sacrifici, ma non ad essere del tutto estromessi e presi in giro.
Siamo consapevoli di essere presi poco o niente in cosiderazione, sia come singoli che come federazione, in fondo siamo un numero davvero ristretto. Non ci rimane che aspettare il regolamento ufficiale del parco, sperando in qualcosa di buono da parte dell’amministrazione.
Un grande pescatore in apnea, il maestro ha detto:
<<L’uomo continuerà ancora per molto tempo a rispondere all’istinto di procurarsi il cibo con le proprie mani, cacciando animali selvatici, nel rispetto dei visi pallidi che vorrebbero imporci le loro regole contro la nostra vera natura. Non sono stati gli indiani d’America con arco e freccia a sterminare le mandrie di bufali, nè i pescatori subacquei con i loro arbalete a sterminare, come sostengono alcuni, la cernia bruna>>.
per dare un’idea dell’impatto ambientale procurato dalla pesca in apnea rispetto alla pesca a strascico o con le reti a circuizione ecco un paio di video:
a voi le conclusioni…
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A mio avviso anche chi vigila sui Parchi Marini sa tutte queste cose ma per interessi più grandi fa finta di non sapere.
Speriamo, ma ci credo poco, che questo nuovo Parco Marino porti le cose buone per il quale è stato istituito e invogli i turisti a visitare le nostre zone. Almeno questo.
noooo, secondo me non le sanno, anzi non ci pensano… noi, non rientriamo nei loro interessi…